Iconiza

Iconiza Mormonology

Wooldridge è categorico. L’icona di una app per iPhone non ha il semplice scopo di identificarla, ne è addirittura un perno fondamentale nel raggiungere l’immaginario dell’utente, è la portatrice di un messaggio ad ampio spettro. Ha un potere di comunicazione molto superiore a quello delle icone di una qualunque applicazione Windows o anche Mac OS X, perchè diversamente da queste ha il peso di molto maggiori responsabilità.

Intanto deve essere fornita, oltre allo standard 57x57, anche nel formato 512x512 ad uso promozionale da parte di Apple, una dimensione molto impietosa nei confronti della grafica dilettantesca.

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Intermezzo

Uomo che legge

A quanto pare il wireframe andava bene, e i Russi finalmente si possono buttare a capofitto nel codice. Così, nel frattempo, anche io posso mettere un po’ di ordine nella mia vita, o almeno in quella da aspirante sviluppatore…

Prima di tutto mi dedico a due letture urgenti, perché dovrebbero aprirmi definitivamente gli occhi su tutti gli aspetti di gestione commerciale che sono collegati ad una applicazione per iPhone.
E siccome mi aspetto le ennesime sorprese epocali, è bene affrontarle il prima possibile.

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Wireframe!

mockup

Right away.” si limita a rispondere Andrei, da par suo.

Non so perché ma mi aspettavo almeno un po’ di feste, tipo “grazie di averci scelto” o anche un classico “e’ un onore per noi”. Chissà che film mi faccio.

Ad ogni modo non c’è tempo da perdere (tanto per cambiare) e la prima questione da risolvere è quella legale. I punti chiave da difendere sono la riservatezza del contenuto dell’applicazione e la proprietà del codice.

E’ ovvio nella mia testa che devo possedere il sorgente, per almeno un milione di motivi. Ma dalla mia testa il concetto deve finire in un documento, che non ho la minima idea di come debba essere strutturato né la minima intenzione di affidare a un legale, tanto per vedermi raddoppiare i costi di sviluppo.

E qui per l’ennesima volta si capisce il valore aggiunto di siti come Elance o Guru.

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From Russia with code

Computer russo

I preventivi ormai definitivi arrivano nell’arco di un paio di giorni. Evidentemente c’era abbastanza materiale su cui riflettere e calcolare. Oscillano dai 1500 ai 4000$, più o meno come mi aspettavo.
Anche nelle risposte nessuna sorpresa, ogni società conferma la fascia in cui già si trovava. Visto poi che le quattro nel limbo non fanno niente di eclatante per uscirne, alla fine decido di tenermi solo le tre migliori. Alle restanti mando un’educata email di congedo, del tipo “grazie ma c’era qualcuno che aveva esperienze un po’ più pertinenti delle vostre”. Così dovrei essere a posto anche con gli orgogli più sensibili.

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Ancora a galla…

Naufrago

Ripresomi dallo shock (e ci è voluto un po’) mi metto subito al lavoro.

Rispondere individualmente a tutti è disumano, quindi per prima cosa definisco le functional specifications e ci aggiungo in fondo le risposte alla ditta rumena. Il tutto con il maggior dettaglio possibile per non lasciare il minimo spazio a ulteriori, temutissime, domande chiarificatrici.

Scrivo due pagine che mi costano quanto “Guerra e pace”, ma almeno le invio tali e quali a tutti, aspettando in risposta l’agognato preventivo.

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La marea

onda

Finalmente, dopo una mezzoretta buona che fisso la tastiera quasi in apnea, premo invio e pubblico su Elance l’annuncio del progetto.

Ho optato per renderlo inaccessibile ai motori di ricerca e ne ho fatto una descrizione il più generica possibile; non avrò inventato la fusione fredda ma non credo sia comunque saggio stuzzicare il can che dorme.

I dettagli chiave per lo sviluppo però andavano comunque inclusi, così ho cercato di cavarmela mettendo tra le caratteristiche:

- coordinates conversion between lat/long, UTM and MGRS

e concludendo il tutto con

Critical aspects are:
- confidence with map management and with geographic formats and functions
- ability to deliver a very polished and sophisticated user interface

sperando così di fare anche un pò di filtro ai danni degli improvvisatori dell’ultima ora.

Ovviamente mi sbaglio, e di grosso.

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Il diavolo veste il sari

Sari

Chi può programmare l’applicazione?
Di specialisti iPhone in Italia immagino ne esistano a bizzeffe.

Ok, magari non a bizzeffe ma comunque abbastanza; ma come trovarli, come sceglierli e come garantirsi il rispetto delle specifiche, dei costi e dei tempi? L’unico che conosco (digitalmente) è il blogger di iPhone and go, ma per il mio inizio è decisamente fuori quota.
Non credo questa ricerca sia un problema insormontabile, ma mi sentirei più a mio agio se potessi avere una bella lista di nomi, con accanto il loro portfolio e magari i feedback dei vecchi committenti. Di sicuro sarebbe più semplice che vagare su Google cercando “iPhone”+”sviluppatore”+”onesto”.

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Safe Strike

Safe Strike


Il primo passo pratico ora è definire cosa farà questa benedetta applicazione.

Nel mio ambito professionale (quello militare in un campo in cui si lavora molto con le coordinate) si è sempre sentita la mancanza di software dedicati ai calcoli topografici in contesti operativi.

Ne esistono ovviamente di integrati nei vari telemetri e goniometri in dotazione, ma le funzioni sono abbastanza di base e l’interfaccia utente è intuitiva quanto il pannello di controllo di un 747.

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Controlli finali

Gemini crew

Molte cose si sono sedimentate in un anno di riflessione.
Prima del via uno sguardo veloce ai (pochi) punti fermi.

1. Non mi licenzio (!)
Alla fine condivido l’approccio 37 signals: si inizia in parallelo e poi chissà. Mi sembra già difficile così, figuriamoci bruciando tutti i ponti.

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9 letture per preparare il terreno

Libri

Niente succede per caso.

Volevo qualcosa di indipendente, volevo gestire un progetto per l’iPhone, volevo che servisse a qualcuno, ma non necessariamente sarei passato ai fatti.

Per decidermi, ripensandoci, la chiave sono state alcune letture apparentemente slegate che hanno lavorato sotto i radar e si sono rivelate determinanti. Eccole.

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Il sogno

Sogno

Sono ormai mesi che rimugino su decine di idee simili.

Tutte hanno in comune un elemento, il desiderio di un progetto tutto mio che sia utile a qualcuno. Ho già un lavoro, quindi i soldi non sono una priorità, almeno per ora.
Mi basterebbe fare qualcosa di mio e basta, senza compromessi. 
Arbitro di me stesso, responsabile nel bene e nel male.

Alla fine, come sempre quasi per caso, un periodo particolarmente frustrante e un inaspettato rimborso assicurativo mi hanno dato quella spinta che aspettavo da mesi.
Idee, voglia e risorse tutte nello stesso momento, la congiuntura perfetta.

Ho preso quindi quella che ora mi sembra l’idea migliore e ho deciso di buttarmi: tenterò di farne un’applicazione iPhone professionale finanziandomi da solo.

Qualunque sia l’esito sarà comunque un viaggio, e questo è il suo diario.