Controlli finali

Gemini crew

Molte cose si sono sedimentate in un anno di riflessione.
Prima del via uno sguardo veloce ai (pochi) punti fermi.

1. Non mi licenzio (!)
Alla fine condivido l’approccio 37 signals: si inizia in parallelo e poi chissà. Mi sembra già difficile così, figuriamoci bruciando tutti i ponti.

2. Parto da solo
Sconsigliatissimo da tutti (troppo stress). Ma in fondo lo scopo di tutto questo è di mettermi alla prova in ogni fase del progetto, quindi rischierò. Per una volta almeno non dovrò convincere nessuno…

3. Gioco in casa
L’applicazione deve essere attinente alla mia esperienza professionale. Ci metterò più passione e in più conosco le esigenze, le modalità operative, i problemi insoluti, l’utente tipo. La controindicazione è che, non rivolgendomi a molti, difficilmente raggiungerò la massa critica per rientrare dell’investimento. Avrò a disposizione però la stampa specializzata, meno sovraccarica di iPhone rispetto a quella generalista.

4. L’interfaccia sarà la killer feature
E’ il settore in cui mi sento di potermi distinguere, punterò tutto su poche funzioni utili ma ben organizzate e della massima intuitività. Bah…

5. Mi autofinanzio
L’esigenza è ridottissima, non si discute neanche. Ci perderò qualche risparmio, ma sarà una bella lezione su tutta la sequenza di sviluppo.

6. Non sarò io a programmare
Con buona pace di Dave Mark e Jeff LaMarche non sono in grado di creare un’applicazione iPhone che sia bella e articolata come la sogno, questo mi è chiarissimo.
All’attivo ne ho ben una, fatta per mia figlia e che quando premi un pulsantone suona “Il coccodrillo come fa”. Forse un pò pochino…
Mi affiderò a un programmatore indipendente.







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