Wireframe!

mockup

Right away.” si limita a rispondere Andrei, da par suo.

Non so perché ma mi aspettavo almeno un po’ di feste, tipo “grazie di averci scelto” o anche un classico “e’ un onore per noi”. Chissà che film mi faccio.

Ad ogni modo non c’è tempo da perdere (tanto per cambiare) e la prima questione da risolvere è quella legale. I punti chiave da difendere sono la riservatezza del contenuto dell’applicazione e la proprietà del codice.

E’ ovvio nella mia testa che devo possedere il sorgente, per almeno un milione di motivi. Ma dalla mia testa il concetto deve finire in un documento, che non ho la minima idea di come debba essere strutturato né la minima intenzione di affidare a un legale, tanto per vedermi raddoppiare i costi di sviluppo.

E qui per l’ennesima volta si capisce il valore aggiunto di siti come Elance o Guru.

Invece che essere costretto a buttarmi e rischiare sulla semplice fiducia, perché così andrebbe a finire, non faccio altro che spulciare la documentazione di riferimento e, a questo punto posso dire come al solito, trovo esattamente quello che cerco già pronto da usare.

Un bel Non Disclosure Agreement per cautelarmi dalle premature fughe di notizie e una bella copia di Statement of work con relativo contratto. Non è come una consulenza legale ma è più che sufficiente per la mia tranquillità.

Ed è uno spunto di cui spero tengano presto conto anche i progetti italiani come Club iPhone/OS, perché alla fine chi sviluppa cerca visibilità ma chi commissiona cerca principalmente garanzie. E più sono facili da ottenere più ci si può dedicare alla sostanza del progetto.

Mando tutto ad Andrei, e in un paio di giorni i contratti mi tornano indietro firmati con la garanzia di Elance. Risolto.

Soddisfatto dei progressi, sto per rilassarmi e pormi il classico “E ora?”, quando una bella email del capo programmatore, tale Slava, mi spegne prontamente il sorriso.

Per quanto espresso in maniera inappuntabile, più o meno il concetto è: “Simpatico committente, non crederai che noi riusciamo a metterci veramente al lavoro sulla base delle 4 baggianate che hai scritto nelle email. Per capire veramente il flusso dell’applicazione ci servono i wireframe.”

A questo punto del progetto non vado neanche più nel panico, tale è diventata l’abitudine a prendere schiaffi.
Subito invece si impadronisce di me quella ormai consueta sensazione di nuovo mondo sconosciuto che si sta per aprire e che dovrò studiare 6 ore al giorno per la prossima settimana. E ovviamente così è anche in questo caso.

Dopo un lungo e penoso approfondimento su internet, scopro che per un applicazione iPhone un wireframe (col suo parente mock-up) non è altro che una presentazione grafica, schermata per schermata, di tutte le funzioni svolte dall’applicazione.
E’, ora mi sembra ovvio, un mezzo efficacissimo per comunicare un’idea soprattutto a distanza. E mi avrebbe fatto risparmiare un sacco di tempo e di parole con risultati migliori. Ma uno degli scopi di questo progetto era anche imparare, quindi devo pure tenere per me le imprecazioni.

Ad ogni buon conto per realizzare questi wireframe esistono molte applicazioni, la maggior parte delle quali non fa altro che includere in programmi esistenti immagini degli elementi dell’interfaccia iPhone, perché poi il progettista se li sistemi come meglio crede. Un paio di esempi sono lo stencil di Theresa Neil per OmniGraffle, o questo set di immagini per Photoshop.

Per chi invece lavora in locale, vuole essere più istintivo e vuole avere una maggiore libertà di manovra esistono dei blocchi notes, tipo post-it, con sagome di iPhone prestampate da riempire e appendere, o addirittura dei normografi sagomati ad iPhone!

Ma per i miei scopi (e credo non solo) il migliore assoluto mi sembra un programma appositamente sviluppato per disegnare wireframe, balsamiq Mock-Ups.
E’ facilissimo da usare e rappresenta gli elementi come se fossero stati disegnati a matita, dando molto più l’idea che ci si stia concentrando sulla funzione piuttosto che sul design, che verrà dopo. E in più indagando scopro che è fatto da un italiano che sta a Bologna, tale Giacomo Guilizzoni, uno con una storia anche molto interessante per chi è appassionato di start up.

Scelto finalmente lo strumento, dopo l’ennesimo corso intensivo sull’ennesimo argomento sconosciuto, mi metto al lavoro e produco il mio wireframe.
Mi piace abbastanza, come opera prima, quindi lo invio prontamente ai Russi per l’impietoso vaglio di Slava.

E finalmente mi rilasso un po’, sperando che almeno apprezzi l’impegno…







blog comments powered by Disqus