Intermezzo
A quanto pare il wireframe andava bene, e i Russi finalmente si possono buttare a capofitto nel codice. Così, nel frattempo, anche io posso mettere un po’ di ordine nella mia vita, o almeno in quella da aspirante sviluppatore…
Prima di tutto mi dedico a due letture urgenti, perché dovrebbero aprirmi definitivamente gli occhi su tutti gli aspetti di gestione commerciale che sono collegati ad una applicazione per iPhone.
E siccome mi aspetto le ennesime sorprese epocali, è bene affrontarle il prima possibile.
I due libri sono Starting an iPhone application business for dummies di Nichols, Elad e Stolarz e The business of iPhone app development di Dave Wooldridge.
Sono ambedue ottimi libri, molto ben scritti da autori non solo esperti ma anche capaci come comunicatori. Li divoro infatti in un paio di settimane, e capisco subito che mi accompagneranno a lungo come testi di riferimento, tale è non solo la densità di informazioni ma anche la dovizia di link che vi affiancano per favorire l’approfondimento.
Hanno strutture simili, e trattano tutto quello che c’è da sapere per mettersi in affari con l’iPhone, ad eccezione della programmazione vera e propria che ovviamente rimandano a libri specifici.
Si parte con lo studio approfondito dell’app store e dei suoi meandri, per individuare la propria nicchia, analizzare la competizione, stabilire il possibile prezzo della propria applicazione e di conseguenza capire se la sua produzione è sostenibile o addirittura in grado di darci benessere economico.
Si passa successivamente ai vari modi per proteggere la proprietà intellettuale (copyright, trademark e patent), per arrivare poi alla realizzazione vera e propria dell’applicazione.
Di questa fase ovviamente viene fatta un’analisi molto dettagliata, che cura la creazione dell’interfaccia, i flussi delle schermate, gli aspetti grafici con tutte le loro implicazioni, perfino il posizionamento dei link all’assistenza clienti per minimizzare le recensioni negative. Tutto sempre visto in chiave di vendita e soddisfazione dell’utente.
Conclude il tutto la parte sul marketing vero e proprio, da come strutturare il sito web dell’applicazione a come si scrive un comunicato stampa efficace.
Nel complesso ambedue i libri sono pieni zeppi di piccoli consigli quasi mai scontati e sempre supportati da esempi reali. Per ogni minimo aspetto forniscono molti link (centinaia) a risorse che non solo possono alleviare il lavoro, ma spesso permettono di dotare l’applicazione di caratteristiche che normalmente richiedono investimenti che pochi si possono permettere.
Sono contento di averli presi entrambi perché li ho trovati complementari, anche se quello di Wooldridge è forse un po’ meglio impostato.
Alla fine, come immaginavo, mi rendo conto che oltre ai tanti piccoli consigli da seguire ci sono alcuni aspetti strutturali che dovrò curare senza indugio in parallelo allo sviluppo.
I più importanti sono sicuramente un design grafico dedicato, un corposo sito web, l’organizzazione di un efficace supporto post vendita, lo studio approfondito della campagna stampa.
Tutte cose che, stando a quanto dice Wooldridge, mi permetteranno anche con un budget ristretto di non fare sfigurare la mia applicazione al cospetto delle grandi produzioni. E a vedere gli esempi non stento a credergli.
Dato che, grazie al wireframe, i flussi interni di Safe Strike sono ormai chiari, la cosa più urgente è commissionare la grafica a un professionista.
E per trovarlo, stavolta, finiremo in Ecuador…