Iconiza

Iconiza Mormonology

Wooldridge è categorico. L’icona di una app per iPhone non ha il semplice scopo di identificarla, ne è addirittura un perno fondamentale nel raggiungere l’immaginario dell’utente, è la portatrice di un messaggio ad ampio spettro. Ha un potere di comunicazione molto superiore a quello delle icone di una qualunque applicazione Windows o anche Mac OS X, perchè diversamente da queste ha il peso di molto maggiori responsabilità.

Intanto deve essere fornita, oltre allo standard 57x57, anche nel formato 512x512 ad uso promozionale da parte di Apple, una dimensione molto impietosa nei confronti della grafica dilettantesca.

Poi è l’unica cosa che vedrà dell’applicazione chi farà ricerche tematiche tramite iTunes, e spesso sarà proprio sulla base di quella che sceglierà se cliccare verso la nostra app o verso un’altra simile ma più intrigante. E se anche avessimo la fortuna di vederla sulla prima pagina dell’iTunes store, sarebbe comunque affogata in mezzo ad altre decine, tra le quali potrebbe stagliarsi solo grazie ad un design molto più accattivante di quelle che la circondano.

E non dimentichiamo che ad acquisto avvenuto rimarrà sul telefono quasi costantemente sotto gli occhi dell’utente, a perenne (o quasi) ricordo della propria qualità o bruttezza.

Non si sostituisce certo al contenuto dell’app, ma a nome suo può essere un sofisticato canto di sirene così come un gracchiante verso di arpia, con le immaginabili conseguenze per le vendite; e per questo non può  essere presa alla leggera.

E a quanto pare neanche affidata ad un disegnatore generico, come spiega brillantemente questo articolo. Troppe infatti sono le peculiarità dell’app store per poter essere ignorate, seppur nell’icona. Quindi coerenza con l’applicazione, niente parole, niente standard gloss, semplicità ma sofisticatezza, pochissimi dettagli ma capaci di distinguersi. Sicuramente più facile a dirsi che a farsi.

Inizio quindi la mia ricerca dello specialista, a partire ovviamente dall’autore dell’articolo (che a quanto pare ha raggiunto il suo scopo). Scrivo subito, ma un autorisponditore prontamente mi spiega che Michael Flarup è nel sud est asiatico per un mese, senza email. Ben fatto, anche io sono un fan di Timothy Ferriss, ma per il mio progetto aspettare un mese è un po’ troppo.

Proseguo quindi su Google, ormai abituato a sperare nel colpaccio, e cerco “designer”+”iphone”+”icon”.
Vago un po’ in giro da un sito all’altro. Alcuni portfolio sono interessanti, altri meno. Mancano offerte chiare, e in ogni caso non vedo niente che mi faccia veramente stupire, ma soprattutto nessuno specialista. Il mercato sicuramente è giovane perchè esista già la professione del “disegnatore di icone per applicazioni iPhone”, ma i botta e risposta con i Russi per lo sviluppo mi logorano già abbastanza, vorrei evitare di dover dare fiumi di spiegazioni anche al grafico.

E a fine giornata mi torna in mente un sito di cui non ricordo neanche dove avessi sentito parlare, specializzato in icone: Iconiza.com. Lo avevo preso in considerazione per farmene fare alcune per un blog, non meno di un annetto fa.
Non sarà specializzato, ma lo stile all’epoca mi ricordo che mi piaceva, tanto vale provare.

Vado, e trovo l’impostazione generale molto cambiata. Non mi ci vuole molto a capire che sono nel posto giusto. Chiunque ci sia dietro ha capito cos’è l’iPhone, ed è conscio che i soldi stanno per arrivare a carrettate non solo nell’objective-C ma anche nella grafica.

Il portfolio è convincente, a quanto pare si è specializzato, ma il tocco che chiude la mia ricerca è la chiarezza sui prezzi e sull’offerta: 99$ per l’icona principale di un’app per iPhone, 24$ per ogni icona interna alla app stessa. Affare fatto. Ho sempre odiato i “contattaci per un preventivo”.
E poi l’icona dell’app per i Mormoni è fantastica…

Gli scrivo, facciamo un po’ di convenevoli, infine gli dico cosa voglio:
…the icon, with a solid border, has to suggest the trajectory of a bomb which just hit a certain point, from which concentric circles are departing like waves of a bomb blast. All in perspective. It must give a sense of solidity, dynamicity and velocity of the trajectory, and has to really stand out (this is obvious I guess!)…
A rileggere ora cosa gli ho scritto mi rendo conto che gli ho chiesto praticamente un miracolo. Sintetizzare tutta quella roba senza neanche avere in testa cosa fa l’applicazione…

Ma ogni tanto i miracoli accadono, e dopo tre giorni ricevo come proposta questo capolavoro (download). Perchè è evidente che di capolavoro si tratta, riassumendo esattamente quello che volevo comunicare.

Gli dico che la sua “proposta” per me potrebbe tranquillamente vincere un icon design award così com’è, e nella chiacchiera successiva scopro che Iconiza.com è la one man band di tale Michael Muller di Guayaquil, Ecuador. Mi piace l’idea.

Il ragazzo poi è evidentemente molto sveglio oltre che talentuoso, e gli commissiono immediatamente tutte le icone interne dell’applicazione, che arrivano puntuali e perfette in meno di una settimana.

Nel frattempo a quanto pare Michael Flarup ha ceduto alle lusinghe della tecnologia e ha consultato l’email anche in Thailandia. Mi scrive che sarebbe molto lieto di disegnare l’icona per la mia app, alla modica tariffa di 118$ l’ora, prevedendo più o meno 8 ore di lavoro!

Sono proprio un ragazzo fortunato…







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